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Problema per gli anestesisti, problema per i medici

28 febbraio 2014

Oggi mi ritrovo a leggere questo articolo sul sito www.doctor33.it, che come tanti altri articoli in merito, mi fa un po’ pensare. Ve ne faccio un breve riassunto con parole mie, visto che la riproduzione di tale articolo e’ riservata:

ASL di Foggia: si cercano 11 anestesisti e altrettanti medici di PS al di fuori dell’Italia. Il fatto e’ che in Puglia sembrano scarseggiare: tutti quelli in graduatoria all’ultimo concorso rifiutano, uno dopo l’altro.

E si torna a discutere sul numero programmato, e sul fatto che in altri paesi non e’ previsto per entrare nella scuola di Medicina. E si discute sui salari, che sono piu’ alti al nord e soprattutto in Svizzera, dove pare molti giovani medici locali tendano ad emigrare. E si torna a porre l’accento sul fatto che entro il 2025 si tocchera’ l’apice del numero di pensionamenti. E nel frattempo, si parla di circa 10 mila medici che andranno in pensione nella sola Puglia.

Si pone l’accento sul problema anestesisti: da anni ormai, in Italia se ne programma un fabbisogno inferiore alle necessita’. E cosi’ il risultato e’ un circolo vizioso di cui molti di noi hanno esperienza: la domanda di turni e’ alta, i turni aumentano e sono massacranti, gli straordinari non sono adeguatamente (o totalmente) pagati, e molti lasciano. A questo punto, chi si offre di rimpiazzarli? E’ l’inevitabile conseguenza.

Il problema e’ piu’ diffuso di quel che crediamo, e non credo sia solo una questione di salario inferiore… in ogni caso, a ciascuno il suo parere! Il mio parere rimane, nel complesso: POVERA ITALIA!

Sono curioso di vedere cosa succedera’ davvero, con questa “ondata” di pensionamenti che si verificheranno…

PMJ

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  1. Giorgio gambale permalink
    1 marzo 2014 07:56

    Il problema non e’ il numero di anestesisti ma l’organizzazione in sala operatoria che in Italia e’ ancora settata a qualche decina di anni fa: 1 medico per sala operatoria senza alcuno sviluppo degli infermieri di anestesia. Inoltre la ridondanza di piccoli centri con chirurgie e poca casistica assorbe in maniera costosa e inaccettabile una quantità di professionisti. Sarebbe ora di allinearci all’Europa con una diversa organizzazione ed allora arriverebbero anche diverse e più consone retribuzioni per questi professionisti specialisti..

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