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Altro inconveniente con ratto…

26 gennaio 2014

Stavolta, però, si trattava di un ratto un po’ più sano. Insomma, un ratto da laboratorio, non uno di fogna… è già qualcosa.

Dalla seconda metà di questa settimana, una collega si è presa qualche giorno di ferie e mi ha chiesto se potevo “prendermi cura” del gruppo di ratti sui quali sta conducendo un esperimento (innocuo, ci tengo a precisarlo, anche se non mi interessa fondamentalmente nulla del pensiero distorto di qualche finto e cosiddetto “animalista”). Per “prendersi cura” intende fondamentalmente controllare quotidianamente il loro stato di salute e somministrare tutti i giorni un apposito farmaco per via orale.

Ora, dovete sapere che c’è una differenza fondamentale tra i ratti e quelli che comunemente vengono chiamati topi. Sono proprio due specie diverse. La differenza principale sta nelle dimensioni: un topolino sta nel palmo di una mano, è veramente piccolo. Potrebbe esservi capitato di vederne uno in campagna, oppure magari in casa, chi lo sa. Un ratto, invece, è circa 10 volte più grosso di un topo. Se poi ci aggiungiamo la coda, diventa veramente grosso, nell’insieme… superando senza problemi le due spanne. E ognuna delle mie spanne, per intenderci, è lunga 23 cm.

Un ratto Sprague-Dawley, immagine dalla rete (sageresearchlabs.com)

Un ratto Sprague-Dawley, immagine dalla rete (sageresearchlabs.com)

L’altra sera, al termine di una giornata leggermente più lunga del previsto, mi cambio e prendo gli strumenti del mestiere per andare giù in vivarium (che si trova nei sotterranei). Dovete innanzitutto sapere che quella sezione particolare del vivarium non è considerata sterile, quindi una volta entrati e usciti da lì, non potete più entrare in certe zone dell’ospedale considerate “sterili”. E così c’è fondamentalmente un “percorso” che seguo, per non andare in alcuna zona sterile.

Vado giù, entro in vivarium alle 18, do una controllata ai soggetti, e poi preparo le dosi da somministrargli, prima i controlli, e poi i soggetti in trattamento. Erano ratti da laboratorio di 5 mesi (di razza Sprague-Dawley, quelli bianchi con gli occhi rossi x intenderci), e il fatto che fossero abbastanza giovani li rendeva anche un po’ irrequieti e non proprio inclini a farsi manipolare. I ratti hanno altre due cose in più rispetto ai topi: sono forti, e sono più intelligenti. Ora, quando tenete un topolino per la coda, raramente riesce a sfruttare la sua forza peso per liberarsi o per girarsi e “arrampicarsi” sulla sua coda, magari per morderti. Perché è leggero. Un ratto, invece, conosce gli effetti della sua forza peso, e a parte tenerlo ben stretto, dovete anche stare attenti che non riesca a rivoltarsi e a mordervi. Un tizio di un altro reparto, per esempio, diversi mesi fa per un momento di distrazione è stato morso da un ratto. Aveva su guanti in lattice e guantone spesso in tessuto. Ebbene, il suo dito indice è stato trapassato da parte a parte.

I denti di un ratto, a lungo andare, rodono anche l’acciaio. Almeno sono ratti da laboratorio e non dovrebbero trasmetterti la peste… se non altro.

Al momento di ispezionarli e poi immobilizzarli per dargli il trattamento, noto che erano irrequieti. Il che significa che devi comunque stare attento, ma anche metterci più forza per contenerli e spendere nel complesso qualche minuto in più. Arrivato all’ultimo ratto, eseguo la procedura e… prima che facessi qualsiasi altro movimento per rimetterlo in gabbia…

All’improvviso si spengono tutte le luci bella stanza. PANICOOOO!!!!! In quello stesso istante, complice il fatto che stavo allentando involontariamente la presa, il ratto tira due colpi di reni e mi sfugge.

DOPPIO PANICO!!!

Purtroppo le luci del vivarium sono programmate per spegnersi e accendersi automaticamente per rispettare il ritmo circadiano degli animali. In una manciata di secondi, forse meno, ho dovuto agire: prendo il cellulare da sotto il camice usa e getta, lo tocco per fare un minimo di luce, vedo il ratto a mezzo metro dal mio piede destro, e con la mano sinistra (quella con il guantone) vado per il bersaglio grosso…

Acchiappo la coda del ratto al primo colpo, lo sollevo velocemente, con ancora il cellulare in mano apro la gabbia, lo metto dentro prima che inizi ad oscillare pericolosamente, e chiudo la gabbia.

Pericolo scampato… ma che strizza…

Stramaledette luci programmate. E quel maledetto ha approfittato della situazione, intelligentemente. Meno male che anche lui non sapeva dove andare, e quindi il suo scopo era solo liberarsi dalla mia presa. Fosse fuggito, sarebbe stato LEGGERMENTE più difficile da prendere…

Anche stavolta lieto fine, ragazzi! Farò in modo che non mi capiti ancora!! Ah ah

Stay tuned!!
PMJ

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