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Il coinquilino ipocondriaco – la Vendetta (2^ parte)

4 ottobre 2013

Ed eccomi piuttosto puntuale con la seconda parte della storia.

Eravamo rimasti a Giocondo (questo il nome inventato per il mio secondo coinquilino, per motivi di privacy) che mi aveva chiesto come cucinare i tortellini, e dopo il mio consiglio ha fatto comunque di testa sua buttandoci sopra la panna acida.

Beh, anche l’epilogo di questa storia è carino: il giorno dopo toccava a me fare la pattumiera, e avendo estratto il sacco blu grande, averlo mosso e quasi rivoltato per legarlo bene, da un sacchettino nero escono inequivocabilmente dei tortellini. Ne dedussi che a Giocondo non erano piaciuti più di tanto, i tortellini con la panna acida. Mi feci una risata sotto i baffi, e proseguii con la mia vita.

Il primo week-end in cui Giocondo era qui a New York, successe un’altra cosa. Io ero stato quasi tutto il giorno in giro ad esplorare la città, e tornai a casa che ormai era sera. Entrato in casa, stanco e sudato per il camminare, trovai Giocondo con la porta della stanza aperta e ovviamente in “costume da bagno”.

Era lì ad aspettarmi, e anche l’altro coinquilino mi venne incontro dicendomi che Giocondo aveva bisogno di una mia “consulenza”.

Ora, per me una consulenza è una cosa seria. E non sapendo tutto, cerco di mettere le persone nelle condizioni di rivolgersi a qualcun altro.

Giocondo si alza dal letto e mi chiama:

Paolo, puoi venire a vedere la mia caviglia? Oggi a Central Park mi ha morso qualcosa ed è diventato un po’ gonfio.

Immagine: dalla rete.

Immagine: dalla rete.

Io guardai la sua gamba, vidi che era effettivamente un po’ gonfia nella zona di morsicatura, ma nemmeno lui mi sapeva dire che tipo di insetto fosse stato. E gli dissi:

Giocondo, guarda, non sappiamo che insetto sia stato ma possiamo fare 2 cose: prima lavalo bene con acqua e sapone, poi metti su un po’ di ghiaccio, tieni la gamba sollevata leggermente, e io ci metterei precauzionalmente questa crema antibiotica locale che ho portato. L’unica che ho, purtroppo. Teniamo d’occhio la caviglia un paio di giorni, e vediamo come va. Hai allergie? E tieni controllata la temperatura, in questi giorni.

Lui purtroppo mi rispose:

Paolo, non mi sembra il caso di preoccuparsi più di tanto e fare così tante cose… in fondo è solo una puntura di insetto.

Al che gli volevo dire “ma porca miseria, mi hai chiesto te cosa fare, vuoi dire che prima ti devo chiedere cosa vuoi sentire come risposta?”, ma sono stato buono e gli ho detto solo:

Mi hai chiesto te cosa fare, io ti ho dato il suggerimento che potevo. Non sentirti obbligato, scegli tranquillamente cosa fare.

E lui:

Beh, volevo solo sentire da te se ti spaventavi e magari pensavi a qualche brutta malattia.

Ci rendiamo conto della risposta? Mah… insomma, i suoi punti non stavano salendo per niente. Per inciso, ci vuole veramente tanto per spaventarmi… e ancor peggio, aveva fatto nuovamente carta igienica del mio consiglio… io l’avevo detto solo per il suo bene.

Dopo 2 giorni, arrivo a casa la sera stanco e lo trovo ancora ad aspettarmi. Ancora in costume da bagno, a momenti…

quando passo davanti alla sua stanza, mi fa:

Paolo, ti faccio il resoconto di oggi: dunque, siccome sono due giorni che il gonfiore non passa, anzi la sera mi sembra peggio, oggi ho chiesto il permesso dal lavoro per andare in Pronto Soccorso e farmi visitare.

E lì gli ho chiesto di spiegarmi bene che cosa gli avevano detto, che mi interessava.

Allora lui, bello tranquillo, mi dice:

Guarda, hanno visto che il gonfiore c’è, ma non è niente di spaventoso, e la sua persistenza è dovuta al fatto che sto in piedi al lavoro tutto il giorno, e quindi questo favorisce il peggioramento verso sera. Mi hanno consigliato di tenerla sollevata di notte, e se mi da’ prurito di mettere un po’ di ghiaccio. Inoltre, mi hanno dato questa pomata antibiotica locale (GENTALYN, tanto per intenderci).

E lì mi è venuto un altro istinto omicida, perché erano esattamente gli stessi consigli che gli avevo dato io… però ha voluto pagare il Pronto Soccorso per farseli dire. E si è giustificato dicendo: “Sai, per essere sicuri….”. Anzi, quasi sicuramente il medico che l’ha visto si sarà fatto una mezza risata.

Io mi sono nuovamente trattenuto, ma avrei potuto dirgli benissimo:

Giocondo…

…ma vedi di andartene affanc***!

Mi ricorda tanto quella volta che una ragazza della mia età mi si presentò in Pronto Soccorso la sera poco dopo le 20, con quesito “eritema solare”. Dopo averle affibbiato un codice bianco e averla fatta aspettare perché avevo decisamente di peggio da trattare, giunto il suo turno mi spiega: “Dottore, sa perché sono tutta rossa?”. E io: “Me lo dica lei, signorina”. E lei: “Sono stata tutto il giorno al lago, ma non avevo la crema, e così mi sono scottata…ma non credevo così tanto! Sono venuta perché il mio medico a quest’ora non c’è”.

Cos’avrei dovuto dirgli? Mamma mia…
Beh, le dissi: “Signorina, si faccia una doccia fresca che le da’ sollievo. Se le venisse qualche lineetta di febbre non si preoccupi, vada avanti con l’acqua fresca. Se proprio vogliamo esagerare, si riempia di crema idratante tipo Nivea, ma ormai bruciata è bruciata. Pochi giorni e le passerà”. Fui molto buono.

Anche questa scenetta di Giocondo  è stata divertente, tutto sommato. Il bello è che c’era altro nell’aria… in effetti aveva un’espressione insoddisfatta, dal punto di vista generale.

Sta di fatto che, due giorni dopo, ne ha combinata un’altra delle sue….

TO BE CONTINUED!!

PMJ

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