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Rush

21 settembre 2013

Di ritorno dalla prima di RUSH, non posso fare a meno di scrivere. Di mettere nero su bianco il mio parere. Insomma, come al solito vorrei regalarvi una qualche opinione che non sveli tutto, ma che possa in qualche modo invogliarvi ad andare a vederlo. Perché quasi tutti (se non tutti) i film che vado a vedere, li vedo perché innanzitutto li raccomando a me stesso… quindi poi mi risulta facile raccomandarli ad altri.

Un film STU-PEN-DO, se la cosa non fosse ancora emersa da queste prime parole.

RUSH è il racconto cinematografico della storica e leggendaria rivalità tra NIKI LAUDA e JAMES HUNT, due nomi che per molti hanno bisogno di poche presentazioni… per altri c’è bisogno di qualche parola in più. Anche se è raro non aver mai sentito parlare di Niki Lauda, specie se si è Italiani.

Niki Lauda e James Hunt nella vita reale, fotografati cronologicamente dopo l'incidente del 1° agosto 1976 (immagine, dalla rete).

Niki Lauda e James Hunt nella vita reale, fotografati cronologicamente dopo l’incidente del 1° agosto 1976 (immagine, dalla rete).

 

Due campioni di Formula Uno, due opposti. Per stile di vita, stile di guida. Il primo freddo e calcolatore, preciso nelle sensazioni come nei minimi particolari meccanici, regolare nello stile di vita. Il secondo più focoso, amante della velocità come delle donne e dell’alcool, più pesante con il piede sull’acceleratore ma più spettacolare nella guida. La classica persona che vive la vita come se fosse l’ultimo giorno. E per questo, decisamente amato dalla stampa e dal gossip. Lauda meno spettacolare, ma più regolare ed estremamente efficace al volante.

Ron Howard, già famoso ai tempi che furono come il mitico Richie Cunningham di "Happy Days" (immagine: dalla rete).

Ron Howard, già famoso ai tempi che furono come il mitico Richie Cunningham di “Happy Days” (immagine: dalla rete).

Il film lo consiglio anche ai non amanti dei motori e della Formula 1 in particolare, perché è altrettanto incentrato sui due personaggi, con ricorrenti scene di vita privata. Non semplice concentrare una serie lunga di avvenimenti in un unico film, ma Ron Howard – ancora una volta – ha tutti i miei apprezzamenti.

Se non sapete la vera storia e la volete conoscere, esistono pur sempre wikipedia e youtube. Se volete evitarvi la noia di leggere separatamente le vite di questi due piloti, e sforzarvi di capire come si intrecciano, allora vi consiglio doppiamente di andare al cinema. E’ tutto riassunto e romanzato, ma è fatto in modo estremamente bello. In rari momenti ho smesso di battere i piedi… a ritmo di frizione e acceleratore, a ritmo di suspense (se così si può dire)… rimarrete incollati all’azione e stringerete i pugni in diversi momenti. Ma se avete una vaga idea di andarci, allora vi piacerà di sicuro. Il nucleo del film è il racconto del campionato Mondiale di Formula 1 del 1976: solo uno sarà il vincitore.

Niki Lauda è famoso per le sue vittorie e per il drammatico incidente di cui fu vittima. Il film lo racconta in modo molto realistico. Da professionista del settore, ho molto apprezzato i particolari. Del resto, è successo davvero ai tempi della Formula 1 ancora eroica.

Niki Lauda è famoso per le sue vittorie e per il drammatico incidente di cui fu vittima. Il film lo racconta in modo molto realistico. Da professionista del settore, ho molto apprezzato i particolari. Del resto, è successo davvero ai tempi della Formula 1 ancora eroica.

Un punto in più per gli attori, che sono simili ai veri piloti di cui si racconta la storia. Daniel Bruhl è un bravo attore (già visto in Inglorious Basterds), e Chris Hemsworth non ha bisogno di presentazioni. Oltre ad avere un suo perché, a detta di molte ragazze. La critica americana ha decisamente promosso la pellicola.

Locandina americana e commenti positivi della critica (immagine: dalla rete).

Locandina americana e commenti positivi della critica (immagine: dalla rete).

Un piccolo aspetto sul quale ho riso, ma che non ho gradito al massimo, è stato come rappresentano gli Italiani in qualche piccolo stereotipo. Dovete vederlo per capire a cosa mi riferisco, ma non è nulla di che. Mi piace ricordare a tutti che ITALIANS DO IT BETTER, di qualsiasi cosa si voglia parlare. Una volta compresa la mia posizione, anche diversi miei commenti passati – presenti – futuri vi saranno più chiari. Ma tutto sommato, l’Italia è un po’ co-protagonista in questo film: la FERRARI è Italiana, qualche scena è teoricamente ripresa in Italia, se lo guardate in lingua originale avrete il piacere di sentire diverse battute in Italiano… il mitico Enzo Ferrari è un attore italiano, così come Clay Regazzoni che è interpretato dall’affermatissimo Pierfrancesco Favino. E basta, tutto qui. Resta un film da non perdere!!

E per quanto riguarda le mie sensazioni, un film mi deve trasmettere qualcosa… che sia una frase, che sia l’adrenalina che senti dentro, che sia il riportarti alla memoria alcune scene di vita, oppure accendere entusiasmo e voglia di fare. E “Rush” ci è perfettamente riuscito. Soprattutto grazie al filo conduttore del film, che mi fa sentire che:

The closer you are to death, the more life you feel.

Una delle belle locandine del film (immagine: dalla rete).

Una delle belle locandine del film (immagine: dalla rete).

Stay tuned!

PMJ

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