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Pacific Rim

24 luglio 2013

Una piacevole sorpresa!!!

Avete presente quando siete indecisi sull’andare o meno a vedere un film? Ebbene, ero molto più sul no questa volta, per una serie di motivi che non sto ad elencarvi. Ma ho letto una serie di commenti positivi da parte di alcuni amici Italiani, e qualcuno qua e là in giro per la rete, tutti quanti parecchio entusiasti.

E così ne ho approfittato con la Marti ieri: NE VALEVA LA PENA!!

E’ uno di quei film che ha un che di nostalgico…

in un qualche modo mi ha riportato alla mia infanzia. Infanzia popolata di Robot giganti, pilotati da uno o più uomini, che combattevano mostri biologici (o robotici) altrettanto giganti (ma spesso di più) di origine aliena. Non importa che provenissero dalla stella Vega o dal pianeta Campbell, che appartenessero alla razza degli Haniwa o alla stirpe dei Dinosauri: li ho amati tutti. Tutte quelle serie animate e tutte le loro sigle.

A parte questa digressione, ho trovato molti aspetti del film riconducibili a quei tempi fantastici. Beh, dobbiamo aggiungerci i miracoli della tecnologia degli effetti speciali. Scene di combattimento ad elevatissima distruzione, irreali ma nello stesso tempo molto realistiche. Sono riusciti a distruggere molto più dei Transformers e dei Chitauri di Avengers.

Detto questo, anche stavolta non vi svelo più di quel tanto per la trama, che comunque è già disponibile su tutti i siti essendo il film già uscito da più giorni.

Una delle locandine del film, che raffigura il robot Gipsy Danger rimesso a nuovo... (immagine: dalla rete)

Una delle locandine del film, che raffigura il robot Gipsy Danger rimesso a nuovo… (immagine: dalla rete)

Il film si apre con una breve spiegazione della situazione del mondo futuro: mentre si continuava ad osservare le stelle alla ricerca di mondi lontani e forme di vita extraterrestri, dal fondo dell’Oceano Pacifico iniziarono a spuntare, uno o pochi alla volta, i mostri chiamati KAIJU (termine giapponese). Molte vite e molte città furono distrutte, e la logica del genere umano suggerì – per sopravvivere – di creare nuove armi di egual misura, robot enormi, e addestrare dei piloti che potessero guidarli attraverso una connessione a livello neurale (simile a ciò che è stato visto in Neon Genesis Evangelion). Purtroppo un pilota solo era insufficiente, visto l’elevatissimo stress cerebrale (con il rischio di fondersi il cervello)… e così nacque l’opzione di utilizzare due piloti che condividessero emozioni e stile di combattimento, che fossero in sintonia, uno per guidare la parte sinistra e uno per la metà destra. Maggiore la sintonia tra i due piloti, maggiori le prestazioni del robot.

E così la guerra subì una svolta: il genere umano aveva delle armi adatte a sconfiggere i Kaiju.

Purtroppo, i Kaiju si evolvettero più velocemente di quanto si potessero sviluppare nuove armi robotiche, e così negli anni successivi il genere umano si trovò nuovamente in svantaggio: molti robot e molti piloti morirono, uno dopo l’altro… in questo triste scenario si inserisce anche la storia personale del protagonista principale del Robot “Gipsy Danger”. Bastò un solo combattimento andato male, una grande perdita, e da lì in poi non fu più in grado di pilotare un Jaeger.

I due fratelli Becket, protagonisti, tra i migliori piloti in circolazione: alcune delle scene-chiave sono all'inizio del film! (immagine: dalla rete)

I due fratelli Becket, protagonisti, tra i migliori piloti in circolazione: alcune delle scene-chiave sono all’inizio del film! (immagine: dalla rete)

Passano alcuni anni, l’umanità è allo sbaraglio e si conosce ancora poco o nulla sui Kaiju, e sul perché della loro velocissima evoluzione… l’unica speranza sono i 4 mega-robot rimasti… ma uno di loro è ancora senza piloti, perché questi scarseggiano: il modello “antiquato” chiamato Gipsy Danger. Becket, il protagonista principale, viene richiamato in servizio perché è l’unico che ha esperienza su questo robot, e aveva anche notevoli capacità di combattimento.

Rimane l’incognita dell’altro pilota: alcuni pretendenti, ma nessuno sembra essere all’altezza. Tranne la giovane Mako Mori, ragazza giapponese sopravvissuta alla distruzione di Tokyo, con una triste storia alle spalle che le impedisce di essere un pilota. Riuscirà la ragazza a superare il suo trauma giovanile? Per guidare un Jaeger occorrono nervi saldi e un incredibile autocontrollo, anche di fronte ai ricordi più duri, che prontamente riemergono durante lo stress neurale della connessione con il robot.

Raleigh Becket e Mako Mori, l'unica coppia in grado di controllare Gipsy Danger (immagine: dalla rete)

Raleigh Becket e Mako Mori, l’unica coppia in grado di controllare Gipsy Danger (immagine: dalla rete)

Purtroppo non c’è molto tempo per scoprirlo: un attacco multiplo dei Kaiju lascia intendere che gli alieni vogliono chiudere al più presto la faccenda ed annientare il genere umano, e 3 Jaeger da soli sono in difficoltà…

solo il modello antiquato Gipsy Danger, rimesso a nuovo, potrà dargli man forte. Dietro le quinte, una coppia di scienziati divertenti a un po’ fanatici lavora senza sosta per scoprire il “segreto” dietro alla nascita ed evoluzione dei Kaiju… e scopriranno terribili segreti, alla ricerca di una chiave per vincere la guerra.

Chi vincerà la guerra? Il finale è piuttosto lieto, ma sicuramente da vedere… non si può svelare! Quale sarà la chiave (o le chiavi) per vincere questa sanguinosa e lunga guerra?

Dopo giorni di indecisione, posso consigliarvi tranquillamente di andare a vederlo. Il mega schermo e l’iMax lo rendono ancora più spettacolare!! Forse anche il 3D renderebbe le scene ancora più memorabili, ma questo non lo so!

Stay tuned,
e alla prossima!!

PMJ

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