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In ricordo di Stefano Borgonovo

28 giugno 2013

La malattia è una brutta bestia, si sa. Ma non tutti sperimentano cosa significa convivere con una malattia cronica, inesorabilmente progressiva come la SLA. E come tante altre. Ci sono momenti – non pochi – in cui chi ci convive e chi è intorno si sente impotente… momenti in cui avresti bisogno di qualcosa ma non la puoi ottenere… momenti in cui ti serve un dottore, ma un dottore disponibile non lo trovi… momenti in cui ti serve assistenza da parte di 3-4 persone, ma magari in quel preciso istante puoi contare solo su tua moglie o sulla persona a te più prossima… momenti in cui vorresti gridare, ma non hai la voce. Momenti in cui vorresti tossire, ma non ne hai la forza. Sono cose drammatiche a dirsi, ma infinitamente più drammatiche a sperimentarsi.

La copertina del libro di Stefano Borgonovo (visitate il sito www.fondazionestefanoborgonovo.it)

La copertina del libro di Stefano Borgonovo (visitate il sito http://www.fondazionestefanoborgonovo.it)

Da una parte non vorremmo che le malattie esistessero, ma esistono. Dall’altra vorremmo essere sempre giovani e in forma, ma il tempo passa lo stesso. Vorremmo sempre essere sulla cresta dell’onda, ma il successo è una cosa effimera e non si può sempre stare in cima.

Tanto è stato fatto, grazie anche a persone speciali come Stefano Borgonovo e tanti che – come lui – lottano ogni giorno senza arrendersi mai. Molto ancora resta da fare, quindi rimbocchiamoci le maniche.

A cominciare dal guardarci intorno: se ci pensiamo bene, quante persone conosciamo che si trovano in una situazione di difficoltà per via di una malattia? Quante volte preferiamo mettere un “mi piace” alla fotografia di un bambino malato su facebook, al posto di alzarci e andare di persona a trovare un anziano, un amico in difficoltà, un parente malato, oppure una persona che sperimenta un qualche tipo di disabilità?

Si preferisce scegliere sempre la strada più facile e comoda, e comunque sentirsi in pace con sé stessi… forse è vero che non si fa del male a nessuno facendosi i fatti propri, ma il non fare del bene – nel poco di tutti i giorni – quando si può farlo, è comunque una mancanza.

La malattia non era mai riuscita a portare via il sorriso a Borgonovo. Anche per questo motivo, a me e credo anche a molti di noi piace anche ricordarlo così, con il sorriso stampato come ai vecchi tempi, senza la maglia di una squadra in particolare perché ne ha vestite tante – lasciando ovunque il segno – attaccante nato come è sempre stato, dagli esordi alla fine, dal primo all’ultimo giorno.

Una splendida immagine di Stefano Borgonovo, uomo vero. Foto: dalla rete (giornalettismo.com)

Una splendida immagine di Stefano Borgonovo, uomo vero. Foto: dalla rete (giornalettismo.com)

Buon Paradiso, Campione!

PMJ

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