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PMJ goes to America

30 aprile 2013
by

Cambia nazione, cambia testata del PMJ’s Post!

Oggi sono cotto… in Italia sono passate le 3 di notte, mentre qui ho finito da poco di cenare con l’altro tipo ed ho mangiato tanto aglio quanto raramente ne mangio in un pasto messicano. Cos’ho mangiato? PASTA CON SUGO ALLA BOLOGNESE, che domande.

Il breve resoconto di oggi mi deve partire in perfetto orario (strano, quando si parla di me) ed affrontare un viaggio aereo diretto di 9 ore senza intoppi, se non fosse per la scarsità di film in lingua italiana che si potevano vedere sul volo DL161. C’erano anche dei polpettoni che avrei voluto vedere, ma non ero sufficientemente prestante per vederli in lingua originale. Parlo di:
– Cloud Atlas
– Oz: the great and powerful
– Lo Hobbit.
E così, indovinate un po’? Ho visto A GOOD DAY TO DIE HARD, ultimo capitolo della saga poliziesca che ha per protagonista John McLaine (alias Bruce Willis), il poliziotto attiraguai con il grilletto facile.

Arrivato a destinazione al JFK, stranamente passo tutte le pratiche aeroportuali senza intoppi e passando sempre tra i primi. Poi inizia la traversata di NY: fuori piove, tu cerchi un trasporto economico per Manhattan, e il consiglio migliore che sa darti la stronza delle informazioni al punto di arrivo di bus e shuttle è: “prendi un taxi, è 52 Dollari prezzo fisso”.

No grazie.

Preferisco le mie masochistiche manie di andare alla ricerca del risparmio… e così vado a spendere 20 USD in tutto tra Airport Bus (che ci metto un po’ di minuti a trovare, comprare il biglietto, e poi aspettare in fila) e metropolitana. Il vero problema erano le due valigie pesantissime, che per natura non amo in quanto non sono nato facchino… e così me le devo scarrozzare su e giù da ogni mezzo (il peggio è stata la Metropolitana… ero sudatissimo!!), se ci mettiamo anche un bel pezzetto a camminare per prendere il Bus, poi un pezzetto per scendere dal bus e andare alla metro, poi tantissimo per passare sotto al tunnel che da Times Square porta alla linea A, e poi tantissimo per arrivare all’appartamento. Oggi ho camminato veramente troppo, e ho le mani che per poco non si aprivano dalle vesciche.

Grand Central Terminal: vista delle vetrate del centenario 1913-2013!

Grand Central Terminal: vista delle vetrate del centenario 1913-2013!

Però è andato tutto bene, e sono arrivato a casa. Ho messo un po’ a posto, ho preso possesso, poi mi sono messo in contatto con FB, con Skype, e infine ho fatto doccia e mangiato. Menu: insalata vegetariana, spaghetti alla bolognese bruschette, succo d’uva fatto in casa, e acqua del rubinetto. C’era dentro tanto di quell’aglio nel cibo… ma tanto che non avete idea.

Domani esplorerò il territorio!

Stay tuned!

PMJ

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