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Intouchables

11 febbraio 2013

Un film bellissimo che ho guardato su consiglio della Marti, perché altrimenti – molto probabilmente – sarebbe stato uno di quelli che avrei lasciato passare via senza nemmeno interessarmi.

Adesso però ve lo consiglierei più che caldamente!

Tratto da una storia vera, racconta del miliardario Philippe che rimane paraplegico dopo un incidente con il parapendio, e si trova costretto a cercare un collaboratore domestico (comunemente noto come BADANTE) da assumere per assisterlo completamente. Tra i numerosi candidati, colti e dai curricula importanti, si presenta anche un ragazzo di strada di nome Driss, appena uscito di prigione e in cerca di una firma di “non assunzione” per poter ricevere il sussidio da disoccupato.

Invece, con enorme sorpresa, il ricco Philippe sceglie proprio lui per l’incarico. Due persone completamente diverse, dai gusti e comportamenti diversi, che però con il tempo – tra un compromesso e l’altro, e una scena comica dopo l’altra – diventeranno indispensabili l’uno all’altro. Più che “QUASI AMICI”, che è il titolo italiano, preferisco il titolo originale “INTOUCHABLES” (alla francese).

Immagine: dalla rete.

Immagine: dalla rete.

Una frase molto carina ve la riporto qui di seguito: è ciò che Philippe dice per descrivere Driss (storpiatura di Idris).

Esattamente questo quello che voglio: nessuna pietà. Spesso mi passa il telefono, sai perché? Perché si dimentica. E’ vero, non ha una particolare compassione per me, però è alto, robusto, ha due braccia, due gambe, un cervello che funziona, è in buona salute. Allora di tutto il resto a questo punto, nel mio stato, come dici tu, da dove viene, che cosa ha fatto… io me ne frego.

Oppure un breve dialogo sull’arte:

“Driss, mi dica, secondo lei perché la gente si interessa all’arte?”
“Non lo so, è un business!”
“No. Perché è la sola traccia del nostro passaggio sulla terra.”
“Ma che stronzata, per 50 euro vado da Bricofer e gliene faccio venti di tracce del mio passaggio sulla terra. Ci metto anche del burro in omaggio, se vuole!”
“Non dica sciocchezze e mi dia un cioccolatino.”

Immagine: dalla rete

Immagine: dalla rete

Ma queste poche parole non rendono giustizia né al film né alla comicità delle scene, quindi non potete fare altro che guardarlo appena avete un paio d’ore di tempo!

Parola mia!!

  PMJ

One Comment leave one →
  1. 18 febbraio 2013 22:53

    bello, un film contro i pregiudizi.

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