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La storia del Fondatore

1 ottobre 2012

Il 29 settembre 2012 è una data che la mia famiglia ricorderà sempre, in un modo o nell’altro. E’ passato a miglior vita il signor Alfredo Beretta, uomo stimato, ma soprattutto padre e nonno buono. Le esequie si sono svolte oggi, con una chiesa che temevo potesse essere sguarnita… ma mi sbagliavo. Non mi aspettavo la chiesa piena – e anche di più – per il nonno. Mi è parso un segno tangibile della stima nei suoi confronti, nonostante gli ultimi anni di malattia che ne avevano spento le forze.

Il sito http://www.berettaalfredo.it cita queste poche righe, come introduzione storica all’azienda da lui fondata:

L’Azienda nasce nel 1964 per volontà del fondatore ALFREDO BERETTA dopo aver maturato notevole esperienza nella produzione di macchine per la perforazione ad aria compressa. Azienda familiare con ambizioni di crescita, che si concretizzano in modo significativo con l’ingresso dei figli nell’attività. 

Le idee, l’esperienza, la passione per il proprio lavoro, la professionalità, l’innovazione, collocano BERETTA in posizione di rilievo nel comparto della piccola-media perforazione.

Migliaia sono le macchine che lavorano nei cantieri di tutto il mondo. E’ sul campo che il marchio BERETTA dimostra la sua performance, la sua qualità nelle molteplici applicazioni nell’ambito della geotecnica, diagnostica, ancoraggi, ricerche geotermiche, guadagnandosi la stima di chi le usa.

Ogni giorno si riparte con l’entusiasmo e la passione dei primi giorni, con il valore aggiunto dell’esperienza. Si riparte da idee innovative e dalla consapevolezza della forza del gruppo che unito come una famiglia fa la differenza puntando sempre alla massima soddisfazione del cliente.

Diciamo che sono troppo poche e generiche per rendergli onore, ma forse la grandezza sta proprio nell’aver tirato in piedi un qualcosa dal nulla. Ancora oggi uso dire: “Non solo gli edifici in cui abitiamo, ma anche il fatto di aver studiato è merito di ciò che ha costruito lui”.

Con oggi si chiude un ciclo, viene a mancare l’ultimo dei 3 fratelli Beretta: Ambrogio, Giovanni, e infine Alfredo.

Io e il Nonno Alfredo nell’estate del 2008 a Diano Marina, una delle ultime volte in cui ha potuto allontanarsi da casa (obbligato, ovviamente!) per godersi qualche giorno insieme a tutta la nostra grande famiglia. In fondo si accontentava di starsene nel giardino di casa all’ombra a leggere il giornale o a guardare il panorama… in questo caso mi sta tenendo compagnia (e ogni tanto mi faceva qualche domanda) mentre studiavo!

E’ venuto a mancare dopo una lunga malattia che pian piano ne ha deteriorato il fisico e la mente, ma mai l’innaturale forza vitale. Fino a quando si è spento in silenzio, senza un lamento. Con un ultimo respiro un poco più profondo.

Certo, è ovvio: oggi il mondo non si è fermato. Per nessuno. Ma tutto ciò mi sembra in linea con quella che era la sua volontà: “Vacanze? Chi ha bisogno di una vacanza?”. Un Brianzolo-tipo, uno di quelli che si divertono a lavorare, uno di quelli che a partire da un lavoro costruiscono intorno tutto il resto. Ci lascia tanti bellissimi ricordi, e nessun rimpianto.

Se n’è andato così, nel silenzio di una giornata di inizio autunno. Una giornata come tante altre. Di sabato, quasi a non voler disturbare la settimana lavorativa di alcuno. Sei stato un nonno simpatico, grande in ciò che sapevi fare, chiaro e conciso nel dare ordini. Hai insegnato a lavorare a tanti ragazzi, più o meno giovani, che oggi erano qui per l’ultimo saluto. Hai insegnato a suonare nella banda ad altrettanta gente, mi dicono. Mi dicono anche che ne sei stato uno dei fondatori, nonché vice-maestro. Hai lavorato tanto. Hai voluto un sacco di bene ai tuoi figli, nipoti ed amici. Ci tenevi un sacco all’etichetta. Tanto che mi dicevi sempre, quando venivo a Besana in bicicletta: “Cum’el fa’ un dutur a na’ in gir vestì inscè?” (traduzione: “Come fa un dottore ad andare in giro vestito così? , intendendo il mio completo aderente da ciclista). Mi hai fatto ridere talmente tanto in vita mia, che non ricordo alcun momento triste.

Anche oggi era una giornata tranquilla, la giornata dell’ultimo saluto. Una giornata silenziosa, con un pallido sole autunnale a dare al tutto un’atmosfera quieta. Mi ricorda tanto la fine di un libro che lessi quando ero alle scuole medie, e che aveva come protagonista un ragazzo mio omonimo (Paolo Baumer). Sì, proprio così. Sebbene ci troviamo in altri in altri tempi ed altri contesti, lo trovo appropriato come pensiero finale della tua splendida vita, e lo modificherei così:

Egli cadde nel settembre 2012, in una giornata così calma e silenziosa su tutto il fronte, che il bollettino del Comando Supremo si limitava a queste parole: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. Si era spento in posizione supina, e giaceva sulla terra, come se dormisse. Quando lo guardarono si vide che non doveva aver sofferto a lungo: il suo volto aveva un’espressione così serena… quasi che fosse contento di finire così.

Forse un po’ estrema, Nonno… non trovi? L’ho riadattata dal romanzo “Niente di nuovo sul Fronte Occidentale”.
Oggi ognuno ha voluto salutarti a proprio modo. Mi piace pensare che molti – oltre ad averlo scritto sulla corona di fiori – ti abbiano detto: “Addio, Fondatore”.

A me basta un caro abbraccio, Nonno… sei stato un modello. Hai risposto a tante mie domande, nella mia giovinezza… avevi sempre la battuta pronta, lo scherzone pronto da far scattare… anche quando eri costretto a camminare con il bastone, non perdevi occasione per farmi lo sgambetto – conscio della mia agilità, ovviamente. Ci hai sempre voluto vedere contenti… ma rispondimi solo a quest’ultima domanda: perché le lacrime continuano a scendermi? La risposta la conosco, in realtà… è perché ci volevamo un gran bene. Tutto qui.

Goditi tutti i dolci che vuoi, in Paradiso!

Tuo Paolo,
e tutti i tuoi familiari

10 commenti leave one →
  1. teresa permalink
    2 ottobre 2012 00:04

    Caro Paolo,con intensa emozione ,posso solo dirTi ” Mi dispiace”.Un abbraccio materno
    Teresa

    • 2 ottobre 2012 13:26

      Grazie Prof,
      il suo abbraccio è giunto a destinazione!
      Cari saluti,
      Paolo

  2. federico permalink
    2 ottobre 2012 10:39

    Bravo Paolo, la tua commovente e piacevole riflessione rende merito a uomo di alto valore morale e sociale, anch’io lo ricordo con la stima che merita.
    ciao, federico

  3. Ermanno permalink
    2 ottobre 2012 11:17

    Leggo solo ora….non sapevo….mi dispiace.
    Un Abbraccio Ermanno e Betty

    • 2 ottobre 2012 13:30

      Grazie ragazzi, a buon rendere!
      E’ molto difficile prevedere quando la vita giunge alla fine, anche per chi fa il medico.
      Tante volte la forza di vivere fino all’ultimo sfugge a qualsiasi previsione, come è stato per il nonno, che è rimasto con noi molto tempo, a dispetto della prognosi infausta che già gli diedero quasi due anni or sono.
      Ci vediamo presto,
      Paolo

  4. Corti Giovanna permalink
    2 ottobre 2012 14:12

    Oggi è la festa dei nonni: Coincidenza?!?!? MAH!!!! Tieni vivo il Suo ricordo nel tuo cuore e lo sentirai sempre vicino…

    • 6 ottobre 2012 22:05

      Lo farò sicuramente!
      Grazie di cuore,
      cari saluti a te e alla tua famiglia!
      Ci vediamo in giro,
      Paolo

  5. Stefano Ratti permalink
    2 ottobre 2012 17:05

    Condoglianze! Un grande abbraccio!

    • 6 ottobre 2012 22:04

      Grazie Mille Ste!!
      Un caro saluto a te e famiglia!
      Paolo

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