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Cleaning the Mailbox

12 gennaio 2012
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Attenzione: Mailbox all’80% di occupazione.

E’ questo il messaggio che mi appariva ormai da troppo tempo. E pensare che non molto tempo fa avevo deciso di fare un po’ di pulizia; e così scesi dal primo inquietante messaggio (mailbox al 95% di occupazione) fino ad un ragionevole 75% di occupazione. Peccato che ci volle poco, prima che mi riapparisse il messaggio “80% di occupazione”.

Ho resistito per un bel po’, sarà stata la metà del 2011. Ma fu così che – in un ritaglio di tempo che avevo oggi – mi sono dedicato alla pulizia della casella (una delle mie caselle, per essere sincero… ma sicuramente la casella che utilizzo di più). Con buoni risultati, stavolta: ho cancellato circa 80 pagine di mail lette e (soprattutto) non lette, cancellandone in tutto circa 1600. Adesso l’indicatore di Libero.it mi dice che me ne mancano 250 ancora non lette. Prima o poi cancellerò anche quelle, ma oggi basta. Pazienza esaurita.

Il fatto è che sono un nostalgico, quindi un buon numero di mail decisamente vecchie non le voglio cancellare affatto. Sono mail del 2005-2006, in cui con alcuni amici – anche molto lontani, tipo Giappone, USA, Taiwan,… – ripercorro qualche tappa fondamentale della vita. E con i quali immancabilmente mi riprometto di re-incontrarci. State sicuri che lo farò! Il Giappone mi manca troppo… vivere là nel 2004 è stata l’esperienza all’estero che mi ha entusiasmato maggiormente. Ve la racconterò in un altro momento, promesso.

L’altra cosa interessante è che mi sono capitate sottomano vecchie corrispondenze platonichemolto divertenti (sono un latin lover…), molto concrete, qualche volta evasive… che mi hanno dato una grossa ispirazione per il prosieguo nel mio romanzo. Il che è cosa notevole, perchè ormai da mesi sono fermo a pagina 70 e non riesco più ad andare avanti. Non è che mancano le idee; a parte il tempo, ciò che manca (mancava) è il modo in cui concatenare gli eventi per arrivare alla scena finale. Adesso che ho l’ispirazione, nei (rari) tempi morti sono sicuro che produrrò qualcosa. Decisamente.

Immagine di repertorio tratta dal sito Studenti.it

La mia più grossa perdita, però, è stata quella inerente la corrispondenza mail, praticamente quotidiana, dalla fine per alcuni mesi del 2002. Per un qualche diavolo di guasto al sito di Libero.it, persi tutto ciò che avevo nella mia casella di posta. Erano i primi tempi in cui avevo il PC con internet a casa (e non era neanche l’antiguerra…), e la posta elettronica si era rivelata una bellissima opportunità di rimanere in contatto (se ricordate la mia avversione per il telefono…). E nonostante vedessi quella persona con una cadenza di 2-3 volte la settimana (a me sembrava anche tanto, visti gli sforzi che facevo), ci scrivevamo comunque praticamente ogni giorno una mail. Evidentemente in momenti diversi, perchè io la leggevo sempre dopo le ore 23. E ovviamente mi soffermavo a rispondere. Vabbè, poi la storia finì dopo l’estate del 2002 (motivo? Mi facevo vedere poco…?), non in modo traumatico ma… insomma, con quell’amaro in bocca che lascia di solito. Cavoli, se rientrassi in possesso di quelle mail, probabilmente di romanzo ne inizierei anche un altro! Che triste…

Ma cambiamo discorso! Voi che ne sapete qualcosa, magari… mi dite a quante pagine devo arrivare per scrivere un romanzo degno di nota? Scherzo, dai… so che alcuni hanno avuto successo con cose relativamente brevi, sul centinaio di pagine.

Cià che torno a scrivere, ci sentiamo!

     PMJ

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