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Real Steel

10 dicembre 2011

Courage is stronger than steel.

Ne ho lette di ogni, nelle settimane precedenti e in questi giorni. Insomma, le solite recensioni approssimative… trame semplicisticamente improvvisate e che non rispecchiano per nulla la trama reale del film.

Voglio raccontarvi anch’io la mia versione, a questo punto. Sincera come sempre.

Real Steel è tratto da un libro (Steel, di Richard Matheson), ma la trama non è fedele ad esso. E’ l’idea che è stata tratta, mentre la storia del film è in qualche modo attualizzata, arricchita in qualche aspetto, e inevitabilmente impoverita da qualche altro.

A mio parere, Real Steel è la storia di Atom, un piccolo robot caduto in disuso da anni, obsoleto per un’epoca in cui tutto si rinnova e sembra progredire a ritmi vertiginosi. E’ la nostra epoca, dove oggi compri un cellulare super-moderno, e dopo una settimana ce ne sono già altri 3 o 4 modelli. Dopo un mese ce ne sono molti più avanzati del tuo. E dopo neanche un anno è un cellulare vecchio. Che funziona, e funziona anche piuttosto bene; ma che è vecchio, e pertanto non merita più di essere utilizzato. E allora… chissà dove va a finire. Come minimo, nel dimenticatoio.

Charlie Kenton (Hugh Jackman AKA Wolverine) è un ex pugile, molto promettente ai suoi tempi, che era arrivato a sfidare persino il numero 2 del mondo alcuni anni prima, ma purtroppo era stato sconfitto. Da lì, l’inizio di una parabola discendente in un’epoca in cui la gente non si accontentava più (siamo più o meno ai giorni nostri…) di un semplice spettacolo di pugilato; non si accontentava di così “poco spettacolo”. Voleva violenza, rumore, colpi di scena. E così i pugili vengono via via soppiantati dai robot, dapprima a misura d’uomo e poi sempre più grandi e forti. E lo spettacolo di distruzione è assicurato. Charlie Kenton resta nel mondo del pugilato, ma stavolta per tirare su qualche soldo con gli incontri clandestini di robot. E purtroppo non gli vanno neanche tanto bene. In uno dei momenti peggiori di questa sua lunga sfortuna, viene informato della morte della sua ex-fidanzata, che anni prima gli aveva dato un figlio (Max Kenton), del quale però aveva subito rifiutato di prendersi cura. Suo malgrado, si vede costretto ad incontrare il figlio. Ed assolutamente in linea con un comune pensiero proprio del giorno d’oggi, in cambio di denaro accetta di prendersi cura di Max per un periodo di tempo limitato. In questo periodo impareranno a conoscersi, troveranno Atom in maniera rocambolesca in una discarica per robot, Max lo rimetterà in sesto, e scoprirà anche il suo segreto.

Da qui inizia la nuova vita di Atom, dai combattimenti clandestini, con un colpo di scena dopo l’altro. Da qui non posso più raccontarvela…

Grande merito alla figura di Hugh Jackman come protagonista, tra l’altro uno dei miei attori preferiti. Ma ancor di più al piccolo protagonista della storia, Max Kenton, 11 anni, che rende un film d’azione nello stesso tempo tenero e in alcuni punti strappalacrime. Ho la lacrima facile per queste cose, lo so… ma se riesci a leggere un’emozione, se riesci a leggere qualcosa negli occhi dei protagonisti… allora è valsa veramente la pena di vedere quel film. Lo stesso Atom è molto “umano”, dal punto di vista più sentimentale: una macchina che non si arrende. Non si arrende mai. In questo sta la sua forza, in questo sta la più grande forza degli esseri umani, che quasi tutti dimenticano di avere.

Altamente consigliato, amici miei. Vi divertirete, e in alcuni punti sentirete un nodo in gola.

  PMJ

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