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Pensioni in via di estinzione

2 dicembre 2011

Mi sembra ieri – anche se ero bambino – quando vedevo alcuni dei miei cari andare in pensione. Li vedevo andare in pensione ad età molto differenti, semmai… quello riuscivo a capirlo. E mi chiedevo effettivamente il motivo per cui alcuni dovessero lavorare di più e altri di meno.

Come ben sapete le mie idee politiche sono poche ma ferme. Nel senso che non si sono granché evolute nel tempo. E ne vado fiero! (Detto tra le righe, sono sempre stato contro i pensionamenti anticipati… e per ora mi fermo qui…)

Se chiedessero a me “hai proposte per uscire dalla crisi in Italia?” (in realtà è un po’ tutto il mondo che è in crisi…), non potrei rispondere in maniera dettagliata come fanno tanti opinionisti o bloggers o giornalisti che di questa materia hanno fatto il loro pane. Certo è che affermazioni radiofoniche tipo quella che ho sentito l’altro giorno mi fanno quasi ridere, più che piangere:

Lo studio di un piano di riforma delle pensioni per uscire dalla crisi è stato affidato a ***, che per quanto riguarda la materia pensionistica/previdenziale ha studiato tutta la vita.

Quando mai è sufficiente aver studiato tutta la vita per risolvere un problema preannunciato da anni e anni? O meglio, come è possibile risolvere questo problema con piccoli aggiustamenti qua e là, sempre a discapito dei soliti? Servono idee radicali controtendenza, non certo piccoli aggiustamenti!

Come si possono chiedere ulteriori sacrifici, se non tutti sono chiamati a farli? Sono talmente tante le cose che non vanno, che mi fa quasi paura provare a ricordarle tutte. Per questo mi fermo sempre, quando inizio un tentativo di analisi politico-economica tra me e me. Penso che cosa sarà del nostro futuro, e di quello dei figli che avremo. Penso che cosa sarà dei nostri anziani, di oggi e di domani. E’ innegabile che la maggior parte delle “novità” sono mirate a peggiorare, piuttosto che a migliorare la qualità della nostra vita.

E’ così un po’ in tutto il mondo, lo so. Ma io posso parlare solo per una piccola realtà. Se è davvero un periodo di crisi così grave, dove servono sacrifici per uscirne, è illogico chiedere ulteriori sacrifici a madri con tre figli che insegnano a scuola, vengono pagate poco, e devono badare alla famiglia e agli anziani. E’ illogico ridurre gli stipendi, è illogico anche solo pensare a piani di riforme che prevedano di ridurre la pensione a chi ne prende già poca. E’ illogico procrastinare sempre più i pensionamenti peggiorando la disoccupazione giovanile!!! E’ illogico che tutti i politici percepiscano MIGLIAIA DI EURO + NUMEROSISSIMI VANTAGGI e parlino di sacrifici da fare! Che appianino il loro stipendio a dei livelli UMANI, e poi vediamo quanti soldi abbiamo a disposizione senza penalizzare milioni di onesti lavoratori! E di quelli disonesti poi ne parliamo, subito dopo. Ma voci di corridoio mi dicono che in alcune regioni ci siano migliaia di impiegati statali in più rispetto ad altre… chissà perchè…

Il mio sfogo comunque si ferma a queste poche parole. Ma non mi do per vinto. Non avrete mai ragione di noi giovani… che lo vogliate o no, cari politicanti, presto o tardi il mondo sarà in mano nostra.

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