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Giustizia o meno

5 ottobre 2011
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N.B.: il Post l’ho scritto qualche ora fa, quindi per aggiornamenti dell’ultima ora vi conviene sentire la radio o guardare il telegiornale. 

Negli scorsi due giorni mi sono trattenuto dallo scrivere qualcosa circa il super-mediatico processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Anche ieri ho resistito alla tentazione. Però oggi non riesco a resistere: qualcosa in merito al comma 29 del DDL in materia di intercettazioni lo devo dire anch’io.

Anche quando ho aperto questo blog, una delle prime cose che ricordavo a me stesso e a tutti i lettori era la libertà di critica e la libertà di opinione, di cui ancora dovremmo godere. Ebbene, l’approvazione del comma 29 cambierebbe le carte in tavola. Da quando in qua il giudizio di ciò che pensiamo deve essere affidato al primo che non la pensa così? E per giunta, dovremmo pure pubblicamente cambiarlo?

Mah… viviamo proprio in tempi difficili, non c’è che dire. Come dice sempre un mio carissimo collega, abbiamo sempre più spesso a che fare con “uffici complicazioni affari semplici“. E c’è ben poco da ridere, in questa realtà. Al posto di semplificare la vita, i nuovi disegni di legge, i commi vari, etc. etc. non fanno altro che insinuare dubbi o complicazioni dovunque.

Ci sono alcune regole di base che sarebbero anche semplici, se solo la gente fosse in grado di rispettarle: onora il tuo Dio, rispetta il tuo prossimo al pari di te stesso, ama i tuoi cari, aiuta chi ha bisogno, proteggi la tua Patria.

Abbiamo veramente bisogno di questo infinito numero di leggi? Forse sì, o forse no. Lo stesso concetto di giustizia è alquanto relativo: nella maggior parte dei casi, la “giustizia” ottenuta da una persona è “ingiustizia” per chi ha perso la causa. Per chi vince un concorso la vittoria è “giusta”, ma per chi perde quello stesso concorso è “ingiusto”. Di certo, quella che vediamo quotidianamente non è giustizia. Sappiamo fin troppo bene che non è uguale per tutti.

Resto comunque delle mie idee, e spero che tutti voi vi sentiate sempre liberi di esprimere le vostre. Cosa arriveranno a fare, secondo voi? Ad assolvere assassini e a mettere in prigione chi su un blog scrive cose giudicate “lesive” da un determinato “richiedente” e non le ritira entro 48 ore? Chi può dirlo.

Una cosa è certa: questo non è il mio concetto di “giustizia”. Un’altra cosa che mi darebbe ASSOLUTAMENTE FASTIDIO – ma state certi che in un modo o nell’altro si avvererà – sarebbe il fatto che i due appena proclamati innocenti diventassero ricchi per una vendita a prezzo d’oro delle loro storie. Che possano vendere più libri rispetto ad onesti scrittori che spendono metà della loro vita per trovare l’ispirazione e metterla su carta, non mi va bene. Insomma, un’altra storia che si conclude con qualche mistero… anzi, che non si conclude nemmeno, per certi versi. Ma così è andata, se vi pare.

Passo a voi la palla, che dopo essere tornato alle 18:20 dal lavoro, mi conviene quasi quasi mangiare e poi andare a fare il turno di notte che mi spetta.

PMJ

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