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Idolo

13 settembre 2011
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Per quanto riguarda la mia concezione di “idolo”, diciamo semplicemente che è molto relativa. Un sacco di persone sono entrate nel mio Olimpo per relativamente poco (l’importante è essere dei tipi o delle tipe particolari…), altrettanti ci sono entrati per qualcosa di spettacolare. Ammiro un po’ di personaggi dello sport, ma in fin dei conti sono solo atleti in gamba che vengono pagati una fortuna per divertirsi, alla faccia di persone comuni che lavorano 12 ore al giorno per essere pagati – immeritatamente – 1/100 al confronto. E c’è chi non ha un lavoro…

Ma il mio vero idolo, dalla notte dei tempi, è sempre stato un certo Mazzola Ernesto. L’uomo che da una vita ha sostenuto la sua famiglia. Ben prima di essere adulto. Ben prima del mio arrivo. L’uomo buono che per tutti ha una parola buona, e che ci si deve mettere d’impegno per farlo arrabbiare. L’uomo disponibile verso tutti. L’uomo moderatore, che non ama i litigi e cerca di mettere sempre tutti d’accordo. L’uomo che sopporta, senza lamentarsi, perché prima pensa al bene dei suoi cari. L’uomo che mi ha insegnato che il più forte del mondo non è colui che ha la forza di prevalere sugli altri, ma semplicemente la volontà di difendere i propri cari e ciò in cui crede. Anche uno contro tutti. L’uomo che cucina meravigliosamente bene. L’uomo che sa fare tutto: che costruisce, e che aggiusta. Che ha pure costruito la nostra taverna. L’uomo che è anche uno dei migliori piloti che abbia mai visto al mondo, e che ha macinato nella sua vita automobilistica circa 2 milioni e mezzo di km. Come se fosse andato da qui al Sole, e stesse tornando. E fosse quasi arrivato, persino. L’uomo che non si lascia abbattere dalla sfortuna. L’uomo ammirato da così tante persone da fare quasi invidia. L’UOMO, alla vecchia maniera.

Mazzola Senior e Junior su uno dei sassi a Barmasc, val d'Ayas (AO), una delle mete predilette della mia infanzia, teatro di mille indimenticabili e indimenticate avventure...

Ho sempre pensato che se anche un giorno diventassi la metà di quello che è lui, sarei a posto. Staremo a vedere, il futuro è bello perché è incognito!

Ce la farai ad uscire anche da questa (mini)convalescenza, abbi pazienza. Termina qui il breve tributo a mio Papà.

See you at home,

PMJ

2 commenti leave one →
  1. 14 settembre 2011 11:03

    questo sì ke vale la pena di essere letto… see you tomorrow…

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