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Wave-like…

19 gennaio 2011
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Oggi è un giorno riflessivo! E di conseguenza, anche il post deve essere riflessivo. Scherzi a parte, stasera devo necessariamente staccare un po’ la testa dall’argomento lavorativo; di fisico non sono stanco, ma ho un po’ la testa pesante. Saranno le ore al microscopio e al PC…chi lo sa. Non fraintendetemi, potrei farlo per tutti i giorni! Ciò non toglie che alla sera tutti noi siamo autorizzati ad avere un po’ di pausa. Non sempre possiamo concedercela, ma a volte sì.

Prima di tutto ringrazio Andre, uno dei miei più assidui lettori, anche oggi in attesa dei miei post. Beh, il mio ringraziamento a lui va prima di tutto per la sua amicizia. Un amico sincero. E badate, questo per me è la cosa migliore che ciascuno di noi possa essere. E che ciascuno di noi possa avere.

Tornando a noi, sempre in tema di computer, mi è capitato di riprendere in mano il mio libro…quello che sto scrivendo…o meglio, uno dei tanti…beh, chi vivrà vedrà. Dicevo: mi è capitato in mano uno dei miei scritti, datato qualche anno fa. Per me tutto sommato questo è un periodo buono, ma quei pensieri fanno parte di un periodo in cui le cose non mi andavano affatto bene…in generale, per tanti motivi. E quel periodo sarebbe continuato ancora per parecchi mesi. Ieri come oggi, parecchie volte mi sfogavo scrivendo. Trovo interessante come, rileggendolo adesso, riesco ancora a capire perfettamente come mi sentissi…mi ricordo quelle sensazioni…e soprattutto, concordo con quanto avevo affermato. Per cui questa è una riflessione che non sto facendo adesso, ma che ho fatto qualche anno fa. Ve ne riporto una parte, la parte finale, perchè altrimenti dovreste leggervi davvero il capitolo di un libro.

 

11 febbraio 2003

Sono qui al mare a Varazze. In compagnia dei nonni siamo ospiti della pensione “Regina Pacis” delle suore Canossiane. Come ogni anno, approfitto di qualche giorno con i nonni per studiare in preparazione agli esami universitari. Ho studiato, ho mangiato, ho detto il rosario: un sommario di quello che ho vissuto oggi. Ma dal sommario non si può mai capire il contenuto reale.

Infatti ci sono stati anche molti altri momenti, magari molto brevi ma comunque molto significativi. Che al termine della giornata ci fanno intendere, in un modo o nell’altro, come tutto sia un dono. Le persone che incrociamo per strada, quello che vediamo, quello che sentiamo, le telefonate che riceviamo…tante piccole cose.

Per esempio, dalle 16 alle 17 sono stato sdraiato su una roccia del molo di S.Caterina, vicino all’acqua. Per qualche istante ho smesso di studiare e mi sono abbandonato ai rumori che sentivo. Qualche auto in lontananza, ma principalmente il vento e il mare. Poi ho aperto gli occhi e ho guardato. Una sensazione di grande tranquillità.

Il rumore delle onde sempre nelle orecchie, un rumore sempre uguale. Ma osservando meglio il mare, ho notato che nessuna onda è uguale alla precedente, anche se il rumore è lo stesso. Ogni onda nasce chissà dove, fa un viaggio lungo, e poi si infrange a riva. Ma ognuna è diversa. Si infrange con lo stesso rumore, tutte hanno lo stesso destino: infrangersi. Eppure ognuna è diversa. E ciascuna, quando si infrange, lascia un segno ben preciso. Ci sono le onde più piccole il cui unico effetto è quello di spostare qualche sassolino, ma ci sono anche onde più grandi che ne muovono tanti, altre che lasciano segni sulla sabbia, altre che si infrangono sulla roccia. Apparentemente non la modificano, ma nel corso degli anni, tante onde che si infrangono sulla roccia la modellano, la erodono, possono anche distruggerla. Ogni onda ha una vita tutto sommato molto breve; eppure ognuna lascia un segno, e alla fine, dopo che molte hanno dato il loro contributo, gli effetti si vedono. E sono effetti massicci!

E tutte le onde nascono per un unico motivo: il Vento. Ecco cosa sono gli uomini: piccole onde di un mare immenso, nate dal vento, che è anche quel qualcosa che permette loro di sopravvivere. Senza vento, sono destinate ad appiattirsi in breve tempo. Ma se il vento soffia, niente le può fermare. Nemmeno le numerose navi che tagliano la loro traiettoria e le abbattono. Se il vento c’è, loro si rialzeranno sempre, e riprenderanno il loro cammino. Forse adesso ho semplicemente incontrato un’imbarcazione. Che sia grande o piccola, non so. Ma potrebbe essere tutto sommato piccola, perché mi sento già molto meglio. Se dovessi limitarmi alla giornata di oggi, direi che il vento mi ha sempre permesso di andare avanti e di rialzarmi dopo le piccole imbarcazioni con cui mi sono scontrato.

Il vento c’è. Basta ricordarsi che è sempre pronto a soffiare e ad indicarci la via. E finchè il cuore seguiterà a battermi nel petto, io non mi fermerò.

             Paolo M J

Mi auguro che possa servirvi! Magari per farvi 4 risate perchè fa schifo, magari per rifletterci un attimo e dire che tutto sommato non ne avete bisogno, perchè già andate alla grande, come spero; o magari, se in questo momento siete in un periodo difficile, che possa darvi un “soffio di vento” per tirarvi su. Non siete soli…nessuno di noi è solo…è questa la cosa più importante.

E ovviamente mi faccio pubblicità da solo: comprate il mio libro, quando uscirà! eh eh eh

Buon mercoledì!!

       PMJ

One Comment leave one →
  1. 19 gennaio 2011 12:14

    ciao PAOLO, e bellissimo quello che scrivi.. e sicuramente se publicherai un giorno il libro sarò la prima a comprarlo, torna presto ti abbraccio angela

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