Skip to content

People have the power

18 dicembre 2010
by
Se io ti dico “non pensare agli elefanti”, a cosa pensi?

La risposta è semplicissima. Ed è il motivo stesso per cui, quando ci succede qualcosa che vorremmo dimenticare presto, e le persone che ci stanno attorno ci dicono “non pensarci, dai”…beh, noi non ce le dimentichiamo per tanto tanto tempo. Probabilmente credono di aiutarci, ma pare sia il mezzo sbagliato. La cosa migliore è parlare d’altro…far distogliere il pensiero…a meno che, ovviamente, non sia il diretto interessato a cadere sempre su quel discorso. Vi è mai capitato? Allora le cose cambiano…è un po’ come se volessimo tenerci stretti dei ricordi, per quanto negativi essi siano.

Certo la bellezza della mente umana è qualcosa di indecifrabile: nella mia vita, così come penso un po’ tutti noi, mi sono successe delle cose spiacevoli. Ma se devo dire la verità…anche sforzandomi…non mi ricordo che cosa. Ci credete?

Me ne ricordo solo alcune, che saranno pure state spiacevoli, ma mi hanno insegnato lezioni ben più grandi. Insomma, ciò che ne ho avuto in cambio ha giocato comunque a mio vantaggio. Ebbene sì, per quante cose possano essermi successe, ne ricordo solo poche. Il bilancio resta tremendamente a favore di tutte le cose belle che ho avuto. Questo “sistema di protezione” della nostra mente è portentoso! Almeno, per quanto mi riguarda sicuramente sì.

Altra cosa: vi è mai capitato di fare sogni tanto reali che poi, quando vi capita nella realtà, dite “questa cosa l’ho già fatta!”, oppure “sì! Questa cosa l’ho già vista!”. A me sì…cavoli, ci sono delle cose – poche cose – che ho fatto, ma i miei ricordi probabilmente mischiano ciò che ho vissuto con ciò che a volte ho sognato, riguardo a quella stessa cosa. Non preoccupatevi…non è preoccupante. Credo sia fisiologico. Un po’ come vedere un ambiente da piccoli, abituarcisi per diverso tempo…e poi non vederlo più per anni. Quando, in una determinata occasione, ritornate a vedere quel posto da adulti…beh, le cose le vedrete in modo diverso. E nei vostri ricordi successivi, è come se il vostro ricordo originale venisse rimaneggiato…ci aggiungete qualche elemento, anche solamente emozionale, che però è diverso rispetto all’originale. Così si formano dei ricordi composti…almeno, credo. E’ solo la mia mente che sta viaggiando piuttosto liberamente, non fateci caso.

Possono delle idee segnare la nostra vita? Probabilmente sì.

Qual è il parassita più resistente?

Un’idea!

Tante volte ci penso…e magari ve l’ho anche già detto…ma mi capita di chiedermi: “Che cosa ci faccio qui? Da dove sono partito? Che cosa mi ha portato fin qui?”. Ora, lasciamo perdere i giorni in cui smonto dal turno di notte, durante i quali queste domande mi vengono semplicemente a causa del terribile senso di depersonalizzazione dovuto alla stanchezza. Insomma…alcuni di voi forse mi capiscono…ma sono quelle volte in cui ti addormenti di giorno, e quando ti svegli ti senti stanco lo stesso, e ci metti qualche minuto a capire chi sei e cosa stavi facendo prima di quel riposino…ebbene, solo dopo un po’ realizzo che cosa stavo facendo. Come se a volte ci mettessimo un po’ a capire che quello che stiamo muovendo è il nostro corpo. Cose così.

Ecco, stavo dicendo che mi capita di pormi quella domanda; e per capire che non è un sogno quello che sto vivendo, ma è la realtà, provo a risalire ai passi che via via ho mosso per arrivare ad un certo punto del cammino. Detto in parole povere: “Chi è che me l’ha fatto fare di scegliere questo mestiere?”. E’ una frase detta senza rimpianti, non fraintendetemi…semplicemente cerco di risalire a quell’idea iniziale che mi ha fatto scegliere in un certo modo. E non solo in merito a “cosa sono qui a fare”. Ma in generale, rispetto a tante scelte…di tanti tipi. In merito alla prima domanda, mi viene in mente solo che fin da piccolo avevo una mania: ricordo una piccola scatola delle scarpe, probabilmente tra le prime scarpe di mia sorella. Avevo sì e no 7 anni, non di più…era una scatola strana, perchè era di metallo ed aveva il manico. Sapete, quelle cose un po’ particolari. Siccome non serviva a nessuno, l’ho chiesta alla mamma, e quella è diventata la mia prima cassetta del pronto soccorso. L’avevo riempita, con grandissimo ordine, con cerotti di varie misure, una benda elastica, compresse di garza, un rotolino di garza, la retina per le medicazioni (rigorosamente di diverse misure), poi anche dei cotton-fioc, un accendino probabilmente di marca “Beretta” (la mia gloriosa famiglia materna), e pensate un po’: due boccette di profumo di mia mamma, vuote ovviamente, avevo provveduto a riempirle con dell’alcol denaturato (una con l’alcol rosa, l’altra con il bialcol, quello che “non brucia”…). Se ci ripenso, e me la ricordo benissimo nei dettagli, mi viene da sorridere. Quante volte ho dovuto usarla? Poche. Negli anni, addirittura, l’alcol è evaporato da solo. Che significato ha nella mia vita? Forse nessuno. A parte le innumerevoli volte in cui, in qualche modo, mi sono fatto male…e di medici ne ho visti, eccome! Forse, invece, era un segno. Forse era un’idea. Che non se n’è mai voluta venire fuori, o che ho trattenuto, o che hanno contribuito a non farmi venire fuori. Ma al momento giusto, si è presentata ed è balzata in cima alla classifica. Probabilmente sì, un’idea è veramente così resistente al tempo! Per la cronaca, quella cassettina del pronto soccorso è ancora intatta, nell’armadio della mia camera da letto a casa. Lo so che è lì, e l’ho anche toccata, come faccio ogni tanto, pochi giorni prima di partire per il Texas.

Credo che tutto quello che ci succede sia inevitabilmente interconnesso. Che ogni cosa giri attorno ad uno stesso disegno; prima ne fa i contorni, poi piano piano la figura si delinea. Forse. Un esempio a caso, che mi viene così: quando nell’estate 2002 mi trovavo a Istànbul, Turchia, a lavorare presso il Cerrahpasa University Hospital, un pomeriggio ho dovuto andare a cercare in centro la sede della Lufthansa per farmi confermare il volo di ritorno. Non chiedetemi perchè, ho dovuto cercarlo. E in mezzo a tutti quei turchi, che parlano turco, è stata veramente ardua. Quando finalmente l’ho trovato, al 4° piano di un edificio mezzo fatiscente – e in cui si moriva letteralmente dal caldo, nonostante il ventilatore a cui stavo incollato – ho aspettato il mio turno (c’era una persona davanti a me che stava già parlando con un tipo baffuto seduto dietro la scrivania). Come sempre, e come penso facciate tutti voi, mi sono guardato attorno…studiavo il posto…i quadri (schifosi)…i poster (sull’arte Ottomana e Bizantina, molto belli); l’occhio mi è caduto su un mucchio di depliant, e tra quelli ho deciso di prendermene uno. Era il più colorato? Non lo so. Era il più lucido? Boh. Era un depliant che parlava dei voli Lufthansa per il Giappone. E nel 2002, vi ricordo, ci sono stati i mondiali (disastrosi) in Corea e Giappone. E’ stato come fissare qualcosa di diverso…qualcosa dall’aria strana. Qualcosa di cui non capisci il significato, ma sai che un significato ce ‘ha, da qualche parte. Come alcuni di voi sapranno, esattamente due anni dopo scendevo dall’aereo della JAL dopo 13 ore di volo diretto Milano Malpensa-Tokio Narita. Realizzando uno dei miei più grandi sogni: visitare (e viverci pure…) il Giappone, patria – tra l’altro – di quei numerosi cartoni animati che così tanto avevano segnato la mia infanzia. Il resto è storia… e magari ve la racconterò un’altra volta. 

Ma in tutto questo, insomma… un motivo ci dev’essere!

Questa è una perla rara! Cevo di Valsaviore (BS), 1998: un Paolo 17enne e Marco al suo primo anno! Che cosa diavolo avrò mai avuto in testa a 17 anni? Eh eh eh Beh, io lo so piuttosto bene che cosa avevo in mente. Testa sulle spalle sì, ma ero anche piuttosto "spensierato"...e fuorilegge. Di certo, mai avrei pensato di seguire la strada che poi ho seguito! Il tempo ci rivelerà il resto. Te Marco, a cosa pensavi? Un ringraziamento particolare al Marco per avermi munito, ormai tanti anni fa, della versione "elettronica" di queste mie foto. Strabella! Per la storia di questa foto, vedi la mia pagina FB...è sempre, inesorabilmente, tutto interconnesso!

Vi ricordo ancora una volta di non smettere di sognare…perchè pare che è nei sogni che la nostra mente raggiunge l’apice della sua creatività. Forse i sogni solo idee “amplificate”…desideri attorno ai quali vorremmo costruire una vita…beh, la possibilità c’è. Qualcuno ha detto anche che “è proprio la possibilità di realizzare un sogno, che rende la vita degna di essere vissuta”. Dal canto mio, posso solo dirvi di continuare a sognare…ricordatevi sempre:

People have the power…

Buon week end pre-natalizio!

   PMJ

One Comment leave one →
  1. Federico permalink
    18 dicembre 2010 10:42

    ciao Paolo,
    sicuramente il modo più semplice di condivisione di qualcosa di brutto che ti è capitato è quello di dire ” dai non pensarci ” la vita continua, non puoi farci nulla, ecc.
    Alla fine rimani da solo con ciò che ti è capitato, e a volte non riesci a fartene una ragione, perchè non c’è una ragione, è il destino che incombe su ognuno di noi.
    Sono diverse le dimensioni delle “disgrazie” che ti capitano nel corso della vita e in base a qs. dimensioni le ricordi più o meno.
    Come ricordi la dimensione di una cosa bella, anche se si tende a dimenticarle in fretta,così ricordi più facilmente quella brutta. Sembra che nei cassetti della memoria le cose brutte alberghino più tempo di quelle belle.
    Certo il tempo allevia le ferite ma rimangono le cicatrici a ricordarci ciò che ci è successo.
    Il nostro cammino è funestato da cose brutte, ma anche da cose belle, x fortuna, vivere momenti di dolore e momenti di gioia con la presenza e la vicinanza di persone che ti voglione veramente bene è l’essenza della vita e riuscire a condividere qs. momenti rende la nostra vita più bella da vivere.
    Ciao Paolo, ti auguro un bellissimo e sereno S.Natale e che il nuovo Anno sia fecondo di ogni prosperità.
    Federico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: