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Life is like a box of chocolates…

18 novembre 2010
by
Stasera ne ho approfittato per fare un po’ di spesa, e mi è venuta in mente una domanda che alcuni di voi già conosceranno:

Per quale motivo, qui in America, gli hot dog sono venduti in confezioni da 10 mentre i panini per hot dog in confezioni da 8 ?

Beh, quando saprete dare una risposta a questa domanda sarete saggi! O anche ad altre domande…immagino ne abbiate di più importanti…

A parte le giornate piene di lavoro, la sera mi piaceva guardare un pochino la TV per migliorare la mia comprensione dell’inglese, e poi leggere un po’ prima di addormentarmi. D’accordo, non è esattamente il lavoro che ho fatto fino a poche settimane fa, ma qualcosina ho cominciato a capirci. E poi ho sempre qualcosina (qualcosa…) da studiare. Insomma, non mi annoio di certo. Stranamente trovo anche il tempo di pensare…

A volte penso che sia un peccato che tutte le cose che pensiamo non vengano scritte; per ciascuno di noi probabilmente non basterebbe la biblioteca Ambrosiana per contenere la mole delle cose che ci passano per la testa. Per me no di certo. Tutto quanto ci fa pensare, a partire dal primo momento in cui ci svegliamo la mattina (e ci chiediamo CHI ce lo fa fare di alzarci…oppure ringraziamo per avere aperto di nuovo gli occhi…), fino all’ultimo momento prima di addormentarci. Non so perchè, ma mi viene in mente la canzone di Max: “Sei il primo mio pensiero che al mattino mi sveglia, l’ultimo desiderio che la notte mi culla…”. Se non è un flusso di coscienza questo, non so cosa sia. 

Fino all’inizio del secolo scorso (il 1900), le conoscenze dell’umanità si raddoppiavano in circa 100 anni. Negli ultimi anni, pare che le conoscenze dell’umanità raddoppino ogni 2-3 anni. Una cosa incredibile, a pensarci un momento. Semplicemente oggi mi è venuto da pensare alla mia infanzia, complice un link che è apparso su FB, e che diceva sostanzialmente di mettere come immagine del proprio profilo un cartone animato che ha segnato la nostra infanzia. Credo fossero circa 200 i cartoni animati che hanno gradualmente segnato la mia infanzia…una volta, tanti anni fa, avevo provato anche a contarli, mettendoli per iscritto per non perdere il conto. Mia nonna direbbe: “Te ghé propri bun temp!”. Ebbene sì, ne avevo. Ne avrò. Ne vorrei sempre…ma forse non sarà mai abbastanza! O forse no. Beh, vedremo che cosa ci riserva il futuro. 

Il futuro è un biglietto bianco…

                                         Rem Saverem

Tornando sul discorso del raddoppio delle conoscenze: quando ero piccolo, se non sapevo qualche cosa, avevo due possibilità; una era chiedere a qualcuno che potesse saperlo, l’altra era prendere il vocabolario o l’enciclopedia. La cara vecchia enciclopedia di famiglia mi faceva sentire colto solamente guardandola. Erano 3 volumi pesanti, di colore blu scuro, con la copertina rigida. Molte volte l’ho consultata…mi piaceva leggere e imparare tante cose. Alternativa simile era prendere il Devoto-Oli di mia mamma, con la copertina verde oliva, sempre rigorosamente rigida. Un vero tesoro, quel vocabolario. Ancora adesso fa bella mostra nella libreria in camera mia, 2^ anta in alto da sinistra. Adesso è tutto molto più semplice: se c’è qualcosa che non sai, basta avere a portata di mano un PC oppure uno Smartphone, collegarsi alla rete, googlare la voce…ed il gioco è fatto. Devo ammettere che molte volte mi sono salvato in corner in questo modo. Insomma, il mondo a portata di mano. Siamo potenzialmente e realmente bombardati da una marea di informazioni, probabilmente più di quello che siamo in grado di trattenere nell’unità di tempo. Anzi, sicuramente. Mi chiedo spesso che cosa sarà del futuro…e mi ritengo molto fortunato nell’aver vissuto in diretta questa spettacolare trasformazione…passare da un secolo all’altro…assistere all’invenzione di una cosa dopo l’altra…quello che ho vissuto è stato un periodo spettacolare. Quand’ero piccolo, la nostra TV era in bianco e nero, perchè da poco c’era il TV color. Quando ho avuto un videogioco, ormai avevo qualche anno, ed era un progenitore dell’Atari. C’erano giusto 4 o 5 giochi, e si controllava con un joystick che aveva il filo, e una rotella per far muovere la pedina, rigorosamente lineare! Il telefono aveva la ruota che gira, e quelli pubblici andavano a gettoni (di cui conservo ancora un discreto campione). Avevamo il giradischi in salotto, era ed E’ tuttora un pregio!! Il titolo della maggior parte dei nostri dischi iniziava con “FiveLandia…”. Avevo il Dolce Forno Harbert, ed ho imparato a scrivere anche con il Grillo Parlante! I cellulari non esistevano ancora; le musicassette erano una valida alternativa portatile (portatile fino ad un certo punto) al giradischi; solo pochi, negli anni a seguire, hanno avuto il pregio di avere un videoregistratore…una cosa fantastica! Oggi non sanno nemmeno quale sia la differenza tra un VHS ed un Betamax, mentre noi sì! Le 500 lire che mi dava la nonna Lina per comprare le figurine erano una vera miniera d’oro, perchè ci compravo anche le caramelle! Grazie Nonna…mi manchi, anche se sono già passati 7 mesi…

Dopo la scuola, nei giorni feriali, era appuntamento fisso trovarsi con la Manuela a fare merenda con i Kellog’s Coco Pops e a guardare la TV, a Besana: c’era Bim Bum Bam, ed era condotto da Paolo Bonolis, da Manuela e da Uan. Finito quello, su Telecity c’erano Jeeg Robot d’acciaio, l’uomo Tigre, Sampei e Ken. La mia bici era una BMX, e facevo sempre le gare con il Teo Canzi…e con la Elena…e la Chiara e la Betty…e c’era anche Damiano…e Paolo, e la Silvia…e anche la Sabrina. Teo, quando era in vantaggio, diceva sempre “Parte Indurain…Indurain…Indurain!”. Cucinavamo insieme, rincorrevamo le galline, gli rubavamo le uova, poi coccolavamo i nostri micetti e rincorrevamo i gatti degli altri…ci trovavamo sempre, quando non c’era scuola, e giocavamo tutto il giorno. Soprattutto d’estate. Eravamo dentro e fuori dalla casa di uno e dell’altro, sempre aperta a tutti. Mangiavamo spesso insieme, guardando i cartoni che hanno un po’ segnato le nostre personalità, oltre alla nostra infanzia. Ancora oggi ci credo, si può fare: “Trasformerò le lacrime in sorriso”, diceva Ken. “Non mi arrenderò”, diceva ogni cavaliere. “I bambini sono la speranza del mondo”, dicevano altri. Tipo Naoto Date, che poi è morto salvandone uno. Sono proprio felice di essere nato in quest’epoca. Sono e sarò sempre un “disadattato”, o almeno così qualcuno mi dice…certamente non gli do torto. Si scherza sempre, tra noi… 

Se penso a dove sono nato, dove sono cresciuto, e tutte le cose che ho visto o immaginato da bambino…quasi non riesco a credere da dove sto scrivendo oggi. Quando mi chiesero di immaginare un futuro, e quale sarebbe stato per me…ecco, la mia risposta (dovevo darla, perchè avevo la fama di essere timido e di poche parole…ma parole che contano) fu: “Non lo so di preciso, ma qualunque cosa farò da grande, vorrei essere felice”. Ecco perchè dicono che bisogna essere bambini…perchè un adulto ci deve pensare alla risposta. Stasera mentre cucinavo e mangiavo ho visto Forrest Gump in lingua originale. Uno dei film che mi fa ancora venire le lacrime agli occhi. E’ impressionante la quantità di spunti che possa dare al cervello…ci potresti perdere una settimana, solo a ripensare a tutte le cose che senti. Tra tutte, una che sicuramente riassume il “vivere” è proprio quella con cui si apre il film, Mentre Forrest è sulla panchina ad aspettare il bus: “My momma always said: life is like a box of chocolates: you never know what you’re gonna get!” 

Bellissima scena del film, in cui Elvis si ferma al Bed&Breakfast di Forrest e si mette a suonare e cantare con lui, che ballando con l'apparecchio che teneva dritte le gambe, gli ispira un balletto strano: qualche anno dopo, Elvis sarà noto come "THe King", e quella mossa sarà tipica dei suoi balletti.

Ebbene sì, nonostante tutto, credo proprio di essere felice! 

La morale di oggi?

Credo di aver afferrato perchè gli hot dog si vendono in confezione da 10, ed invece i panini per hot dog in confezione da 8:

è per insegnarci che la vita non va sempre secondo i nostri piani. Perciò sii felice con ciò che hai, perchè puoi sempre farti un hot dog!

Un caro saluto, amici miei! Ci sentiamo, statemi bene!

    PMJ

11 commenti leave one →
  1. Chiara permalink
    18 novembre 2010 10:40

    oh Paolino…leggere il tuo blog mi mette sempre di buon umore e mi fa fare tantissime riflessioni che altrimenti non farei!
    leggendo la prima parte in cui racconti di quando eri piccolo, mi hai fatto sorridere, io sfortunatamente sono riuscita a vivermi solo per un soffio quegli anni di pura “genuinità”(quelli in cui la tecnologia non aveva ancora fatto i passi da gigante che sta compiendo tutt’ora)..ma nonostante ciò anche io ho i miei bei ricordi di quando insieme all’Eleonora Spinelli e la Silvia Pirotta uscivo a gocare in cortile o nel campo dierto casa o di quando ci trovavamo in casa di una o dell’altra (nel caso fuori piovesse) a costruire le casa con le sedie e le coperte dividendola poi in settori per crearci la nostra cucina, il nostro bagno, la nostra camera da letto, dopo di che si giocava rigorosamente a gattoni perchè le sedie non permettevano di raggiungere altezze tali da poter stare in piedi =)..riflettendoci mi chiedo se i bambini di oggi riusciranno anche loro a vivere queste esperienze…io di sicuro ai miei figli in futuro farò il possibile per fargliele vivere…

    Grazie!

    un grosso abbraccio!!!

    Chiara

    • eleonora permalink
      18 novembre 2010 18:29

      ciao Paul,
      sei sempre stato un grande con le parole, complimenti per la riflessione, mi hai fatto sorridere in questa giornata noiosa e piovosa! =)

      Ciaoooooooo!;)

      P.s eh già Kia quanti ricordi dei nostri pomeriggi tutte insieme…..!;)
      vedi paolo, mi hai fatto ricordare i nostri pomeriggi!;)

      • 19 novembre 2010 05:52

        Ciao Ele!!

        Bene, se sono stato utile a qualcosa, allora son contento!
        Io scrivo quello che mi viene…se ci fai caso, quasi ogni cosa ti da uno spunto per pensarci su.
        Grazie anche per il complimento!
        Ci sentiamo!
        ciaoo
        PMJ

    • 19 novembre 2010 06:03

      Oh Chiaretta!
      Mi fa piacere che ti dia qualche spunto…
      significa che qualcosa di utile lo scrivo!
      Per quanto riguarda quello che dici…
      mah…
      “genuinità”…
      non so se può definirsi così, ma è una buona definizione.
      In realtà ognuno di noi ha i propri ricordi “genuini”.
      Basta pensare a ciò che ti è venuto in mente!
      Quelli sono BEI ricordi,
      che non possono essere paragonati a quelli di altri.
      Semplicemente, si cresce in momenti diversi, in ambienti diversi, con persone diverse, facendo esperienze diverse.
      Tutto ciò è semplicemente autentico.
      Ed è NOSTRO.
      Tempo fa rimasi colpito dalla storia di un naufrago, che tratto in salvo era comunque sereno. E quando gli chiesero “ma come fa ad essere così sereno, se è vivo a malapena ma ha perso tutto?”.
      Il naufrago rispose: “In realtà non ho perso niente di speciale…perchè il mio tesoro sono tutti i miei ricordi, che ho bene impressi nella mente, e tutti i miei sentimenti che ho nel cuore. Quelli nessuno potrà portarmeli via”.
      I bambini di oggi e di domani avranno la loro occasione e faranno le loro esperienze, per crescere.
      L’importante è che qualunque bambino abbia la possibilità di essere bambino, e di crescere liberamente con le PROPRIE esperienze, al momento giusto.
      La nostra funzione è anche questa, credo: preparare un mondo migliore per essere sicuri di aver fatto del nostro meglio per i bambini che cresceranno…
      E vedo che sei d’accordo anche tu.
      ciaooo!
      PMJ

  2. Ermanno permalink
    18 novembre 2010 12:22

    …e le vacanze estive…Zero cellulari, zero tv, zero cell…ma che divertimento!
    …le collezioni di cremini, prugne ingorgitate come fossero M&M’s, gianmutanda, le fughe durante le gite in val formazza (4 ore andata 45 minuti ritorno per trovare acqua calda, camerate da minimo 20 persone, 44 arditi, barbieri con la catena, matarrese, dede che prende la rincorsa e poi testata a un cartello staradale….

    ….SPETTACOLO!

    • 19 novembre 2010 06:08

      Mamma mia!!
      Ti ricordi i cremini che non avevamo raccolto? Erano più di 400, li avevamo contati in stanza!
      Io che facevo il giocoliere con le prugne e le mangiavo intere…
      i taglioni e le scorciatoie inventate in gita…
      e ti ricordi quella volta che ci siamo persi e siamo arrivati dopo un botto di tempo? Io, te, Luchino, Teo e Poldo!
      Le camerate da 20…le catenate che non mi dava il Barbiz (mentre mi proteggevo con un cuscino sotto le coperte…)! La coppia Matarrese / Vale Molteni, o Matarrese / Za!
      I 44 arditi non li scorderò mai…così come Fabrizio!
      E Dede che aveva sfondato un armadio con una testata, oltre al cartello…

      Grazie amici, per tutte le perle che mi avete regalato!

  3. federica permalink
    19 novembre 2010 11:31

    ehi paolo!!!
    come va in quei del texas??ti trovi bene???
    scusa se nn commento mai…ultimamente sn stata presa kn un paio di esami da preparare e da fare a distanza di 3 gg…è veramente molto bello!!!!continua così!!!!
    un bacione 😉

  4. francy permalink
    19 novembre 2010 13:56

    Sei mitico PAolo, buona scrittura…

  5. 20 novembre 2010 15:17

    Vero Paolino , quante cose cambiano…altri problemi si hanno oggi, quante responsabilità…si stava così bene da piccoli… ci incazziamo anche per calcetto, quando tu veneziani… :)…

    e kmq è facile capire perkè sono 10 hot dog e 8 panini…perkè c’è sempre un Gigi della situazione che te ne mangia almeno 2 crudi…

    Se vedum, Doc…

  6. Chiara Rossi permalink
    6 dicembre 2010 14:40

    ehi Paul…l’altro giorno su rai2 hanno trasmesso il film “il monaco”….la tua frase sugli hot dog è tratta da quel film vero???…=D…bel film!

    • 6 dicembre 2010 18:27

      Eeeeeeesatto!!
      Meno male che in tanti avete visto quel film!
      Ciaooo
      Paolo

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